"Io non ho mai studiato a Lugano (quartiere alla periferia sud di Buenos Aires), ho sempre studiato in città, lontano dai quartieri periferici. Prima a Flores, poi a Palermo. In media impiegavo sempre un'ora-un'ora e mezzo per arrivare da casa con i mezzi pubblici... sai qui le distanze sono diverse, molto più vaste, non sono le vinelle di Cropalati, qui c'è una vastità..." (da una mia intervista ad una figlia di emigranti calabresi). Lo spaesamento tocca ogni aspetto della vita. Ascoltando questa testimonianza, mi chiedevo cosa avessero provato i nostri emigranti, passando da contesti intimi, piccoli in cui vivevano a mondi vastissimi. Nei borghi calabri tutto era ed è in miniatura: paese, vie, strade, case, anche il mare pare a portata di abbraccio; mentre gli emigranti che sono partiti fanno subito esperienza di una diversità, di una vastità che li smarrisce: la nave (tanti abitanti quanto un paese), l'oceano (che loro chiamano Grande Luciano) in confronto al quale lo Jonio pare un laghetto. E poi l'Argentina: distese enormi, spazi vuoti, tutto si dilata, si sperde, si spaesa; laddove i nostri borghi fanno della prossimità la loro caratteristica dominante (nel bene e nel male). Nei paesi tutto è vicino (importanza e ineluttabilità della pratica del vicinato), appiccicato, legato, addossato: i letti, le case, le voci.

Continuando con le interviste incontro altre "tracce spaesanti". Per esempio, un signore nato a Cropalati nel 1951, emigrato in Argentina a 7 anni e poi tornato per qualche mese a lavorare a Milano alla fine degli anni Novanta. Mi raccontava che a Buenos Aires stava sempre con i calabresi, mentre a Milano stava sempre con gli argentini per cui non ha imparato bene l'italiano. Interessante che un italiano nato in Italia ma poi emigrato in Argentina, viene in Italia e sta con gli argentini, va in Argentina e sta con gli italiani, anzi con i calabresi: è il segno di un continuo spaesamento, un non sentirsi mai a casa, mai in sintonia con la maggioranza, con il luogo in cui sta. Difficile sentirsi in armonia e in pace con sé stessi, quando il luogo in cui vivi non lo senti proprio, quando la gente che incontri non ti appartiene e pensi: cosa ho da spartire con questi?