Qualche anno fa, con il mio amico fraterno Roberto Giglio avevamo deciso di raccontare il nostro viaggio, le nostre erranze "suddiste" (con due "d", perché siamo due, perché dire "sudista" non rende esplicito il raddoppiamento fonosintattico che il meridionale realizza nel pronunciare la parola, perché se ami il sud lo devi amare due volte, andando e tornando, lo ami e lo ri-ami). Poi, per varie ragioni, abbiamo sospeso il nostro viaggio 'nzema che riprenderemo presto, sempre con l'aiuto 'e ra Maronna, perché in fondo siamo come pellegrini, ci sentiamo fedeli in cammino verso una Gerusalemme che sta a sud, o almeno che noi speriamo di trovare Assud.

Ma, aspettando di riprendere il cammino con Roberto verso la Terra Promessa, il mio lavoro di Dottorato mi ha portato per alcuni mesi in Argentina (nel 2013, nel 2014 e nel 2015) e in Canada (nel 2015), sempre sulle tracce di chi partì per "fare la Merica". E sempre sulle orme delle comunità italiane all'estero, il prossimo mese (aprile 2017), sarò di nuovo in Canada in occasione del Premio Internazionale ProArte.

Allora, alla vigilia della mia ri-partenza per il nord America, ho deciso di aprire questo blog per raccontare la mia America, la mia scoperta delle Indie, o meglio de Le Calabrie.

Pubblicherò alcuni appunti dei viaggi fatti in Argentina e Canada, e alcune anticipazioni delle prime erranze fatte con il fratello Giglio.

Saranno due cronache canadesi ed un lungo racconto-riflessione sulla mia esperienza argentina ad aprire il blog.

Ma prima di partire, voglio ringraziare con affetto (sembra una di quelle dediche che si facevano un tempo alla radio) un altro amico fraterno: Domenico Angilletta. Senza di lui non ci sarebbe questo blog, senza di lui io non potrei raccontarvi le mie erranze "suddiste", americane e non.